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Përdoruesi:Rrozar Shiroka/Viktor shiroka

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Viktor Shiroka nasce nel 1941 a Scutari, Albania, in una famiglia intellettuale scutarina dalle alti doti artistiche. Suo padre, Kol Shiroka, è una figura riconosciuta come artista poliedrico, dando il suo contributo come musicista, scrittore, pittore e fotografo. Anche suo fratello più grande, Bep Shiroka, seguirà la strada artistica diventando uno dei più grandi attori comici di teatro e televisione. Nati in questo stimolante contesto famigliare i figli crescono in stretto rapporto con la vita artistica e musicale scutarina. Viktor riceve la prima formazione scolastica , della durata di 7 anni, presso la scuola dei Padri Francescani dove, oltre all’educazione intellettuale cattolica , riceve anche i primi insegnamenti musicali. (i legami con i padri Francescani si manterranno in segreto anche durante il periodo comunista e dopo la chiusura della chiesa cattolica. In questa occasione a Viktor viene regalato un Oboe della Banda della Scuola Francescana dell’anno 1901, una delle prime in Albania, nascosta e custodita dai Francescani). Terminati gli studi, il padre, riconoscendo le attitudini artistiche del figlio verso la musica e la pittura, lo iscrive al Liceo artistico di Tirana dove studierà per 4 anni. Al termine di questo periodo, riceverà dallo stato Albanese una borsa di studio per merito a Praga, ex Cecoslovacchia, presso l’Accademia Militare Musicale, all’epoca quella di maggior prestigio nel Paese. Il suo professore di Oboe comprende a pieno le capacità e potenzialità del giovane Viktor con il quale, a parte gli insegnamenti in musica, crea un rapporto stretto di amicizia, insegnandogli anche la tecnica di riparazione degli strumenti a fiato, specialmente Oboe, Flauto traverso, Fagotto, Clarinetto, così come la tecnica per costruire canne e ance per Oboe e Fagotto (due tecniche, queste, che saranno molto utili nel futuro, considerando la mancanza totale di professionisti in questo settore e gli strumenti molto consumati degli studenti di musica). Viktor diventerà così l’unico punto di riferimento per molti studenti e altri colleghi, i quali si rivolgono a lui per riparare i propri strumenti. Egli, inoltre, crea le canne degli strumenti, senza le quali non è possibile suonare, facendone dono ai suoi studenti ed amici. Terminati gli studi a Praga fa ritorno a Tirana dove, insieme ad altri colleghi che come lui hanno studiato nei Paesi dell’ex Blocco Sovietico quali Cecoslovacchia, Russia, Romania, ottiene l’incarico di: - Fondare e rinnovare l’Orchestra dei Fiati dell’Esercito (oggi Banda dello Stato) - Fondare l’Orchestra della Radio Albanese che in seguito prenderà il nome di Orchestra della Radio Televisione Albanese, l’orchestra più importante del periodo. Con questa orchestra eseguirà la maggior parte delle opere dei grandi compositori stranieri e Albanesi (spesso in prima assoluta), presentandosi come Primo Oboe e Solista nei concerti per oboe e orchestra di Vivaldi, Cimarosa, B. Marcello, O. Respighi, Feim Ibrahimi, Josif Minga ecc. Inoltre partecipa a molte tournée nazionali e internazionali come quelle in Kosovo, Italia, Turchia, Cina ecc. La sua bravura viene altamente riconosciuta da tutti i direttori di orchestra Albanesi e stranieri con i quali l’orchestra collabora. Il direttore d’Orchestra turco Hikmet SIMSEK si esprimerà così a suo riguardo: “Un suono d’oboe brillante e meraviglioso, e dalla tecnica perfetta”. Con l’orchestra della Radio Televisione registra la maggior parte delle colonne sonore dei film prodotti dalla Chinostudio Shqiperia e Re, e inoltre partecipa come oboista al Festival Nazionale di musica leggera Albanese, evento a cadenza annuale. Inoltre collabora con l’Orchestra dell’ Opera e della Danza nella preparazione di numerosi altri concerti classici. Un altro contributo e stato quello della fondazione della prima Scuola d’Oboe Albanese, dove inizia a dare lezioni presso il Liceo Artistico Jordan Misja e, successivamente, all’ Accademia delle Arti, oggi Università delle Arti di Tirana, dove lavorerà fino alla sua scomparsa. Con straordinario amore verso i suoi studenti e una eccezionale dedizione per il lavoro, considerando anche la carenza di metodi e spartiti adeguati, pubblica in tre volumi il Metodo Completo dello Studio d’Oboe, costruisce ance (canne) per l’oboe che regala ai studenti, molti diventati in seguito suoi colleghi. Aggiusta gli strumenti a fiato trasformando la sua piccola casa in un vero e proprio laboratorio e un luogo caldo e accogliente per i suoi studenti. “Ricordo sempre il professore al suo tavolo da lavoro, immerso da clarinetti, flauti, oboi e minuscoli pezzi da ricambio, mentre noi studenti aspettavamo che il nostro strumento tornasse a suonare. A lavoro finito, quando un po’ imbarazzati gli chiedevamo la parcella, con un cenno di gentilezza che lo caratterizzava rispondeva: facciamo per un'altra volta, e trattalo bene il tuo flauto”- Denata Toce, ex studente di flauto. Anche se vissuto per gran parte della sua vita e della sua carriera sotto un regime dittatoriale, prende tutti i possibili riconoscimenti, prima come Professore Onorario dello stato Albanese e dopo Artista in Merito, il titolo più prestigioso in ambito artistico. Negli anni a venire riceve molte soddisfazioni dai suoi studenti, i quali sono spesso invitati a far parte di Orchestre internazionali di grande prestigio in Francia, Italia, ecc., e che lo ricordano sempre, anche dopo la sua morte, organizzando concerti in suo ricordo, come quello organizzato per il sesto anniversario della scomparsa da Ilir Gjoka e Zija Bejleri con l’orchestra “Kamerata e Tiranes”. Negli anni ’90, con i cambiamenti dovuti alla caduta del regime comunista, insieme ad un piccolo gruppo di intellettuali prende parte alla riapertura della chiesa Francescana a Tirana, rimasta chiusa per oltre 40 anni. In quel periodo diventa attivista presso la Caritas Italiana, prima associazione arrivata in Albania dopo la dittatura, per dare un aiuto economico e morale alle persone bisognose. Durante queste attività conosce il Movimento Focolare e Luigi Franco, al quale lo legano ideali quali l’aiuto per il prossimo e la solidarietà. In questo periodo si intravedono anche i primi sintomi di una malattia sconosciuta e difficilmente diagnosticabile all’epoca la quale, lenta ma inesorabile, lo porterà alla fine della sua vita. Nel 2000, ricoverato presso il Policlinico di Bari, gli viene diagnosticata la sindrome d’Alzheimer giovanile, per la quale non si è trovata ancora una cura o rimedio. I suoi ultimi anni li passerà a Tirana, tra la cura premurosa di Rita, sua moglie, con la quale affronterà il difficile cammino, e la vicinanza di famigliari e amici stretti che, toccati dalla situazione del Professore, vengono spesso a fargli visita. Viktor Shiroka si spegne il 15 giugno 2003


Memorie e Ricordi. Ilir Gjoka, Primo Oboe dell’Orchestra dell’Opera ricorda così il suo professore: “Creava dei legami amichevoli con gli studenti. Non esisteva quel rapporto rigido docente-studente. Parlava sempre con passione e non divideva gli studenti l’uno dall’altro. É ovvio che in una classe non possono essere tutti talentuosi, ma lui non li divideva. Facevamo lezione insieme in modo da imparare l’uno dall’altro. Con tutti svolgeva le lezione in ugual modo, con la stessa pazienza e dedizione”. Per il Professor Gjoka, la scuola d’Oboe continua tuttora a lavorare nello spirito creato dal suo professore: “Oggi la Classe d’Oboe non e più a quel livello che aveva quando a dirigerla era il Professor Shiroka, ma comunque continua a essere all’avanguardia rispetto alle altre”.

Il direttore d’Orchestra turco Hikmet SIMSEK si esprimerà così: “Un suono d’oboe brillante e meraviglioso, e dalla tecnica perfetta”.

Ultimo studente, Primo Oboe dell’Orchestra dell’Università delle Arti, Professore all’Università delle Arti: “Il professore non ci ha fatto solo diventare degli ottimi musicisti, ci ha resi uomini migliori”.